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May 13 / LaLui

L’ubiquità, lo scrapbook e la privacy

Lo scrapbook è mio e lo gestisco io

Lo scrapbook è mio e lo gestisco io

Sabato sera sarò in Italia in ben 2 posti diversi:a Tarquinia e a Bologna, alla GGD.

Nel primo caso ci sarò fisicamente, a Bologna una comparsata video. Le ragazze mi hanno invitata come speaker. Non potevo dire di no, partecipare a una GGD un po’ mi manca.

La mia presentazione avrà come titolo “Lo scrapbook è mio e me lo gestisco io” e mi confronterà con il tema della condivisione di informazione e la privacy.

In altre parole? Come sopravvivere alla richiesta di invio o pubblicazione di foto e notizie da parte di famigliari e amici dopo l’arrivo del pupo. Senza scordare le future considerazioni del diretto interessato.

Venerdì 21 invece dovrei essere a Milano, al Wordcamp.

Tutto questo vulcano e cenere permettendo.

Apr 11 / LaLui

È arrivata la primavera!

Tutti al parco. Qualcuno pure in tenuta estiva.
Venue: Herbert Park

Apr 6 / LaLui

Credevo fosse una moda rimasta solo in Svizzera: le scuole di genere

How to Choose the Right School for Your Child :

Parents are often divided on the issue of single-sex versus mixed-sex schools. Advocates of single-sex schooling claim that when girls are educated separately they learn in a less challenging environment and when boys are educated separately, they may be in a more active environment.

Those who advocate mixed schools tend to see it as a healthier, more natural option, believing that boys and girls draw on each others’ strengths and develop a better understanding of each other. Research examining the benefits of single-sex versus mixed schooling has generally focused on older children rather than children starting school and it has yielded mixed findings.

Non solo, ma qui portano ancora tutti la divisa, gonne lunghe e calzettoni bianchi per le ragazze.

Mar 23 / LaLui

Cose che accadono fuori di qui.

Di una cosa ero certa nella vita: avrei trovato un lavoro che mi permettesse di giocare con i numeri e non con le parole.

Non mi è mai piaciuto scrivere a scuola, mi divertivo molto di più a risolvere le equazioni.

Ed è così che oggi è iniziata la mia collaborazione con wired.it: Come organizzare un matrimonio con l’aiuto del web.

Spero che il piccoletto mi lasci il tempo anche di poter proseguire la collaborazione.

Mar 8 / LaLui

Paese che vai usanza che trovi #4: lo svezzamento (the weaning)

Domani inizia lo svezzamento del piccolo erede.

Mi son documentata chiedendo a nurse irlandesi, pediatri italiani, mamme irlandesi, manuali inglesi, guide statunitensi. Ho comprato pure il libro della Annabel Karmel, un mito da queste parti.

Ecco il sunto, svezzamento prima settimana, si inizia in entrambi i casi sostituendo il pranzo di mezzogiorno.

Gli irlandesi fanno così (simile al metodo inglese): si introduce un cibo alla volta, quindi:

- giorni 1 e 2: 3 – 4 cucchiai crema di riso (preparata con latte) + breast o bottle
- giorni 3 e 4: purè di patate o carote + breast o bottle
- giorno 5: purè di pera e baby rice + breast o bottle
- giorno 6: mela + breast o bottle
- giorni 7: purè di patate o zucca + breast o bottle

Tutto molto semplice, il metodo italiano invece è davvero differente, cosa che ho dovuto importare alcuni ingredienti e la carne liofilizzata che qui non si usa. Si sa i piccoli nascono già buongustai. Ecco il piano che mi ha fornito il pediatra italiano:

- giorno 1-7: pappa preparata con:
180 ml di brodo (1l di acqua + 300g fra carote e patate, ridotto a metà poi riportato alla dose iniziale con acqua bollita, tolte le verdure e filtrato),
3 cucchiai di crema di riso,
1 cucchiaino e mezzo di olio extravergine di olive (gentile del frantoio di Desenzano),
1/2 confezione di liofilizzato di carne,
1 cucchiaino di parmigiano reggiano stravecchio (solo dopo la prima settimana)

+ frutta (mela e/ banana) fresca o omogeneizzata.

Praticamente un pasto che nemmeno il mio gatto di 7 anni sarebbe capace di mangiarsi per pranzo.

Al di là del tipo di cibo da introdurre per prima, quello che mi stupisce è la quantità: qui in Irlanda si inizia con 4 cucchiaini di cibo, in Italia con una dose di 200ml di pappone.

Domani il piccolo reggerà a tutta questa quantità? Meglio cambiare e optare per un metodo graduale come quello anglosassone?

Vediamo domani come va. Ho passato il dopocena a cucinare. Tutto è pronto. Telecamera in stand-by per immortalare la faccia che fa.

Mar 1 / LaLui

Superare se stessi

Aver paura di volare e dover intrattenere un pupo per 2 ore perchè non ne vuol sapere di dormire

Jan 31 / LaLui

Welcome party e il melting pot dublinese

Oggi pomeriggio sono stata gentilmente invitata da un’amica al Welcome party della sua bimba nata due settimane fa.

Irlandese, ha vissuto per anni a New York, sposata con un americano, vissuto fra Parigi-Boston-New York.

Fra i presenti anche il fratello accompagnato da un’americana di origini tedesche. Affianco a me una coppia di Pittsburgh con due bambini vietnamiti. Sta di fatto che l’italiana e l’austriaco si son subito trovati a loro agio.

La madre, di Cork, mi ha subito arruolato in cucina per finire di comporre questa buonissima torta, la Pavlova; stendi la panna così, poi metti le fragole tutt’intorno e poi in centro i mirtilli.

Pavlova

Pavlova, composizione by lalui

Davvero ottima! Affianco alla torta dei gustosissimi cupcake, dei confetti rosa (con mia grande sorpresa) e del Moët & Chandon.

Insomma, ancora la devo conoscere una coppia qui a Dublino che non sia una coppia mista.

Nel baby group che frequento, solo un paio di ragazze sono irlandesi, le altre provengono da Canada, Spagna, Nuova Zelanda, Taiwan, Francia, Stati Uniti, Marocco, Inghilterra, Scozia.

Cosa forse impensabile una decina di anni fa, prima del grande boom, e prima che molte multinazionali aprissero al loro sede europea qui.

Jan 21 / LaLui

Lalui, Gina, l’iphone e il Breast feeding support

Oggi grande smacco. Cose che quando accadono ci rimani davvero male.

Bene, mi alzo tutta contenta perché finalmente ho dormito 8 ore filate, cosa che non accadeva da almeno un anno. Porto il piccolo al Brest feeding support qui vicino, così lo peso, vedo quant’è cresciuto e faccio due chiacchiere con le altre mamme.

Rincontro Gina, canadese di origini portoghesi, col suo pupo. Una con un nome così simile al mio fai fatica a dimenticarla.

Gina dopo poco inizia ad allattare il mocciosetto e vedo che smanetta con l’iPhone.

“No, dai, non starà mandando un SMS sul mentre che si appresta ad iniziare la poppata”- penso io.

E nell’istante seguente le chiedo invece se sta usando un’applicazione particolare per monitorare la durata della poppata.

Ebbene sì, Gina è più geek di me, usa Baby activity logger per segnare inizio, durata e lato della poppata. Anche cambio di pannolino e durata dei sonnellini. Twitta gli eventi, e manda il log della giornata via email.

Di questo tipo di applicazioni nell’AppStore ce ne sono talmente tante che io non ho mai avuto tempo per scegliere quella giusta. Alla fine ho ripiegato e scrivo tutto su una modestissima Moleskine (brandizzata GGD per la precisione).

E questa è davvero una figata!

E non è finita qui: Gina per monitorare le contrazioni ha utilizzato Contraction Master su l’iPhone, e quando si è recata in ospedale per il parto imminente le ostetriche la volevano rimandare a casa perché secondo loro non era ora, ma Gina le ha spiazzate dicendo:

“No care, sono in travaglio, me l’ha detto l’iPhone!”.

Gina sì che è davvero geek. Io mi devo rifare ;-)

Baby activity logger

Baby activity logger

Jan 8 / LaLui

Nursing station al centro commerciale: atti di (in)civiltà

Oggi sono transitata nei pressi di un centro commerciale a Brescia città, di recente apertura.

Con sommo stupore ho scovato una stazione per l’allattamento dei bebè, tra il bagno degli uomini, delle donne, dei disabili, dei bambini ecco spuntare questa utilissima oasi, mai vista prima.

Peccato che gli adolescenti locali abbiamo appestato i muri peggio dei bagno della stazione centrale.

E pare che le comode poltrone giustamente in un angolo appartato siano utilizzate per pomiciare – il centro commerciale è aperto fino alle 22.

Speriamo si ravvedano questi giovincelli.

Noursing station: we are open

Nursing station: we are open

Noursing station: formula

Nursing station: formula

Nursing station: baby on boobs

Nursing station: baby on boobs

Nursing station: washing and changing

Nursing station: washing and changing

Dec 15 / LaLui

Paese che vai usanza che trovi #3: il Baby song (o Clap Handies, Nursery Rhymes)

La prima mamma che  ho incontrato qui a Dublino mi ha suggerito una serie di attività da fare con il pupo, sì un pupo piccolo di 2 mesi.

Dice che non lo fai tanto per il pupo, ma per incontrare altre mamme, nella tua stessa situazione, appena arrivate in città, senza nessuna rete sociale a cui fare affidamento.

A me hanno fatto un po’ pressione prima di partire, non ti isolare, chiama se ti senti in difficoltà, attenta che ti vien la depressione.

E così oggi siamo andati a provare il baby song. Confesso che appena me ne parlò Davinia ho sgranato gli occhi. “Non ho nessuna intenzione di cantare o partecipare a cori” – ho pensato. Poi mi scrive un’email, mi manda un link, e afferma che è la cosa più divertente che fa con suo figlio di 10 mesi.

Ma cos’è dunque il  baby song?

E’ un corso al quale possono partecipare i genitori di bambini dalla nascita fino a 18 mesi, che attraverso la musica, il canto e il movimento passano del “tempo di qualità” – come si chiama qui – insieme .

Originario della Scandinavia, il corso si tiene in un ambiente confortevole, con una decina di partecipanti disposti in cerchio.

La prima parte dura 45 minuti e include canzoni familiari, filastrocche, musica, ninne nanne, tipiche inglesi o americane. Cose che si cantano muovendo le mani o il corpo (tipo “Ci son due coccodrilli” o “Occhietto bello”).

Finita questa sessione si rimane per altri 45 minuti a chiacchierare con le altre mamme o a giocare con i propri figli, mentre l’insegnante ti offre una tazza di tè o caffè e dei dolci fatti in casa.

Il fine del BabySong dunque è quello di dare la possibilità ai genitori e i loro bambini di incontrare altri nella stessa situazione, creare relazioni e fare musica insieme in un ambiente divertente e sicuro.

Oggi non è andata male: qualche canzoncina la sapevo pure io. Il pupo ha riso per i primi 30 minuti, mangiato per i successivi 30, per poi dormire pacificamente fino alla fine. Era il più piccolo, gli altri avevano dai 5 mesi in su.

La torta che ha preparato Jane era buonissima. Le altre madri, quasi tutte americane, inglesi o irlandesi, molto cortesi.
Tutto per la modica cifra di 3 euro, per coprire le spese. Jane credo organizzi tutto per passione, e per stare anche lei un po’ con la sua piccola.

Non sono una persona che socializza molto facilmente, e sono abituata a frequentare persone che in comune con me hanno ben oltre che un figlio piccolo. Ma ho deciso di approfittare del mio soggiorno qui per esplorare altri modi e mondi dell’essere madre.

A gennaio magari ci torniamo.

Itsy Bitsy Spider

Twinkle Twinkle Little Star