Curiosità,  Diario,  Qui Dublin, a voi studio

Paese che vai usanza che trovi #3: il Baby song (o Clap Handies, Nursery Rhymes)

La prima mamma che  ho incontrato qui a Dublino mi ha suggerito una serie di attività da fare con il pupo, sì un pupo piccolo di 2 mesi.

Dice che non lo fai tanto per il pupo, ma per incontrare altre mamme, nella tua stessa situazione, appena arrivate in città, senza nessuna rete sociale a cui fare affidamento.

A me hanno fatto un po’ pressione prima di partire, non ti isolare, chiama se ti senti in difficoltà, attenta che ti vien la depressione.

E così oggi siamo andati a provare il baby song. Confesso che appena me ne parlò Davinia ho sgranato gli occhi. “Non ho nessuna intenzione di cantare o partecipare a cori” – ho pensato. Poi mi scrive un’email, mi manda un link, e afferma che è la cosa più divertente che fa con suo figlio di 10 mesi.

Ma cos’è dunque il  baby song?

E’ un corso al quale possono partecipare i genitori di bambini dalla nascita fino a 18 mesi, che attraverso la musica, il canto e il movimento passano del “tempo di qualità” – come si chiama qui – insieme .

Originario della Scandinavia, il corso si tiene in un ambiente confortevole, con una decina di partecipanti disposti in cerchio.

La prima parte dura 45 minuti e include canzoni familiari, filastrocche, musica, ninne nanne, tipiche inglesi o americane. Cose che si cantano muovendo le mani o il corpo (tipo “Ci son due coccodrilli” o “Occhietto bello”).

Finita questa sessione si rimane per altri 45 minuti a chiacchierare con le altre mamme o a giocare con i propri figli, mentre l’insegnante ti offre una tazza di tè o caffè e dei dolci fatti in casa.

Il fine del BabySong dunque è quello di dare la possibilità ai genitori e i loro bambini di incontrare altri nella stessa situazione, creare relazioni e fare musica insieme in un ambiente divertente e sicuro.

Oggi non è andata male: qualche canzoncina la sapevo pure io. Il pupo ha riso per i primi 30 minuti, mangiato per i successivi 30, per poi dormire pacificamente fino alla fine. Era il più piccolo, gli altri avevano dai 5 mesi in su.

La torta che ha preparato Jane era buonissima. Le altre madri, quasi tutte americane, inglesi o irlandesi, molto cortesi.
Tutto per la modica cifra di 3 euro, per coprire le spese. Jane credo organizzi tutto per passione, e per stare anche lei un po’ con la sua piccola.

Non sono una persona che socializza molto facilmente, e sono abituata a frequentare persone che in comune con me hanno ben oltre che un figlio piccolo. Ma ho deciso di approfittare del mio soggiorno qui per esplorare altri modi e mondi dell’essere madre.

A gennaio magari ci torniamo.

Itsy Bitsy Spider

Twinkle Twinkle Little Star

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