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21 dicembre 2007 cade l’ultimo confine

NB. M’ero scordata di pubblicare questo post, che così risulta essere post-datato 😉
Alla luna

Lo scorso fine settimana sono stata a Gorizia, la città dove sono nati i miei genitori, e dove hanno vissuto fino a pochi anni prima che io nascessi.

Di cosa si parlava? No, non del Natale, ma della coda alle pompe di benzina in zona franca, di quale valico cittadino era già stato smantellato, e di quale sarebbe rimasto a ricordo (pare la casa rossa, così dice la cugina).

Nei miei periodici, ma fugaci soggiorni in questa città non sono mai riuscita a sentire sulla mia pelle cosa volesse dire vivere in una città di confine. L’ho sempre definita la città limbo, un po’ fuori dal tempo e dalle mode.

Chissà se alla prossima visita al parentame troverò una città diversa, spero solo si riprenda un po’, perchè ultimamente l’ho trovata un po’ sciupata.

Vi invito a leggere questo post, che meglio di me ha saputo celebrare la caduta dell’ultimo confine:

Da: alice e il vino: 21 dicembre 2007 cade l’ultimo confine

Il 21 Dicembre 2007 cadrà un muro.
Un muro sottile sottile, ormai consumato dal tempo che ci è passato sopra, scivolando e strusciandocisi in silenzio e senza far troppo rumore.
Si è consumato dal passaggio di piedi e scarpe che hanno lasciato il solco attraversandolo ogni giorno, da mani che l’hanno toccato sfiorandolo, accarezzandolo, a volte percuotendolo sperando potesse cadere, sparire e dissolversi come se non ci fosse mai stato. Come se quegli uomini che l’avevano eretto non fossero mai esistiti.
Il 21 Dicembre 2007 cadrà l’ultimo confine d’Italia, quel confine nord orientale tra Italia e Slovenija che ha diviso per 60 lunghi anni le persone che vivevano su quelle terre.
In rigoroso silenzio hanno accettato di non poter guardare più fuori dalla finestra di casa e vedere i campi e le colline di quella terra che li aveva visti nascere. In rigoroso silenzio hanno accettato di dover dimostrare di essere per potersi stringere la mano di nuovo.
Il 21 Dicembre 2007 cadrà un muro e speriamo non faccia troppo rumore, speriamo che l’unico rumore che si percepirà sarà quello di una festa, una festa che si allargherà e camminerà sulle macerie di quel muro che ha diviso le persone per troppo tempo.
Festeggeremo con un vino come il Breg di Josko Gravner, un vino proveniente dalla terra di nessuno, un lembo di terra che per molti anni ha chiesto agli uomini che ci vivevano onore alle armi alla patria italiana ed a quella jugoslava.
Festeggeremo ascoltando musica balcanica come quella di Goran Bregovic, mangiando goulash, patate in tecia, cevapcici, yota, gnocchi di susine, gubana, palacinke e strudel.
Pensando alla mitteleuropa che ci ha cullato e sperando che non tornino più i muri tra le persone.

Da ascoltare per fare festa DJ Shantel – alias Stefan Hantel, poliedrico musicista e produttore – “king of the Balkan dancefloor” :: Shantel & Bucovina Club

[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=UrOx9fcGoZs[/youtube]

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