Quando ti nasce il primo figlio pensi di saper tutto sui bambini.
Quando arriva il terzo capisci che non ne sai nulla*
* Non tu, le altre ovvio
Quando ti nasce il primo figlio pensi di saper tutto sui bambini.
Quando arriva il terzo capisci che non ne sai nulla*
* Non tu, le altre ovvio

Three under three
Se fino a oggi ho affermato che la gestione giornaliera di tre figli maschi sotto i tre anni e’ una cosa faticosa ma fattibile e’ perche’ non avevo mai provato a gestire tre figli maschi sotto i tre anni malati.
Tutto questo in una giornata feriale, ossia quando il padre lavora. Ok, ho chiesto aiuto a parenti, ma nonostante tutto sono arrivata a sera distrutta senza nemmeno aver eseguito alla lettera le prescrizioni mediche.
Figlio maggiore si e’ preso un virus intestinale, ossia son tre giorni che vomita.
Questo e’ quello che oggi ha prescritto il dottore:
Riuscireste voi mai a somministrare tutta quell’acqua a vostro figlio malato in quelle piccole dosi e cosi’ spesso? Perche’ nel frattempo ho dovuto aver a che fare oltre che con il degente con un sacco di cose da lavare, pulire, disinfettare e centrifugare. Trasportarlo dal divano al letto, dal letto al bagno a far pipi’. Cambiare pigiama e cambiare lenzuola.
Poi ci sono gli altri due con una buona dose di tosse e catarro, ma non nella stessa quantita’, uno e’ leggermente messo peggio. E quindi:
Gemello uno: 2-3 aerosol die con 1 ml di fisiologica e 1 ml di Fluibron per 5 o 6 giorni + lavaggi nasali
Gemello due: 2-3 aerosol die con 1 ml di Fluibron + 10 ggt Prontinal per 5 o 6 giorni + lavaggi nasali
Gemello due poi ha un mughetto sulla lingua e quindi: Daktarin 3 volte al giorno per 4 o 5 giorni (2 app per volta)
Anche qui poi bisogna aggiungere un totale di 10 pasti da somministrare, e un totale circa di 10 pannolini da cambiare.
Giuro che due adulti fanno a fatica a gestire questo sanatorio se non altamente motivati. Poi magari questi due adulti se han tempo riescono pure a nutrirsi e ad andare in bagno un paio di volte, ma non e’ assicurato.
Quando ti nasce il primo figlio ti chiedi come facciano quelle che ne hanno già uno.
Quando ti nascono due gemelli ti chiedi come facciano quelle con tre gemelli a sopravvivere.
Quando ti nascono due gemelli e hai già un figlio ti chiedi come facciano quelle a volere e fare un quarto figlio.
Quando cerchi di prenderti cura di un duenne pensi come sarebbe facile prendersi cura “solo” di due gemelli.
Quando non hai figli e arrivi stanca la sera dall’ufficio ti domandi chi te lo ha fatto fare di tenere un gatto in casa da accudire.
Per fortuna noi esseri umani siamo dotati di spirito di sopravvivenza, con quello si va ovunque. Anche se alla meta ci si arriva distrutti.
Cose che non immaginavo: a marzo il trattore in campagna la sera alle nove è ancora lì che lavora, tra i vigneti o nei campi.
Coi fari accesi che pare un astronave.
Essere madri di due gemelli espone a un pubblico “commentificio” a cui non ero abituata.
Col tempo ci si fa l’abitudine e si impara ad avere la risposta pronta.
Oggi telefono per prenotare la seconda visita di controllo dal pediatra.
Io: “Buongiorno vorrei prenotare la seconda visita di controllo per i miei due figli, gemelli”
Segretaria: “Mmmm, per quando? Fine marzo? Eh no doveva chiamare prima, non ho posto. Vediamo… e’ che due sono tanti!!”
Io: “Eh, non lo dica a me!”
Segretaria:”Ehm, no, mi scusi, intendevi dire… trovare posto per due…”
Non ti preoccupare segretaria, non sei la prima e non sarai l’ultima.
Vista la bella giornata oggi ritenterò di raggiungere la torre via strade di campagna, tra campi e vigneti.
Non c’è gps che possa aiutarmi.
Solo le orme lasciate dai cavalli.

La cosa che mi sento chiedere più spesso dopo che han scoperto che sono neomamma di due gemelli + un duenne e’ “Ma come fai? Ti aiuta qualcuno?”.
Qualcuno che mi aiuta c’e', e non potrei farne a meno: il mio Nexus S! Lo smartphone insomma.
Mi aiuta ora e mi ha aiutata tantissimo durante la gravidanza e le notti insonni.
Ma non e’ l’unico a farmi compagnia durante il giorno, o le lunghe notti. Eccoil mio kit di sopravvivenza:
Con tutti questi arnesi del mestiere posso passare tranquillamente una giornata tipo da bismamma senza perdere le staffe.
Ah, ci sarebbero pure i miei siti di e-commerce preferiti, ma questa e’ tutta un’altra storia.
Pare che domani mattina farò conoscenza di due nuovi figli, maschi.
Non mi par vero, non mi sento pronta, non ho studiato. Improvviseremo.
No, non ho fatto l’albero.
Stiamo ristrutturando casa. Siamo agli sgoccioli, ma ogni giorno un’urgenza in cantiere.
Ieri era il turno del cartongessista. Durante il sopralluogo giunge inaspettatamente l’elettricista.
Con lui avevamo già definito tutto, non era prevista la sua visita. Abbiamo fatto delle scelte che a lui sembravano bizzarre, tra cui non volere le prese dell’antenna TV nelle camere da letto, ma piuttosto la presa ethernet. “Siete sicuri?”. “Sì!”. Non guardiamo la TV, se non qualche film, o filmato che abbiamo sui nostri HD esterni.
Elettricista: “C’è un problema!”
Attimi di panico, cosa sarà questa volta? Cosa abbiamo dimenticato? Quale spesa non prevista?
Bb:”Dimmi”
E: “È uscita una nuova normativa.”
Bb: “Quindi?”
E: “Ora un impianto elettrico per essere a norma deve avere la presa TV nelle camere da letto, e nella stesa scatola devono esserci altre sei prese elettriche”.
Bb: “Ah!”
E: “Ma se mi rilasciate una dichiarazione scritta e firmata che deliberatamente voi, per vostra iniziativa, bla bla bla…”
Tiriamo un sospiro di sollievo per il problema non problema. E pensiamo: che sia un’altra mossa trasversale del Silvio? La congiura di Mediaset nelle camere da letto?
Viva l’Italia, viva la variante V3 alla norma CEI 64-8!
E così è arrivato Settembre, poi è arrivato anche il corriere con i nostri novanta pacchi a decretare la fine del nostro trasloco e l’inizio della nuova vita in Italia.
L’entusiasmo non è come quello di ricominciare da capo in un posto nuovo, però di nuovo ci sarà una casa grande tutta nostra e tutta per noi e due nuovi componenti della famiglia.
Lasciare Dublino non è stato facile, andavamo ancora d’amore e d’accordo, ci siamo dovute salutare a malincuore. Succede così quando ti ritrovi a vivere in una città perché la vita ti ha portato lì, e per lo stesso motivo ti riporta a rimpacchettare tutto e prendere l’ennesimo aereo.
Dublino è una città, una capitale accogliete, a misura d’uomo. Piena di giovani e famiglie provenienti da tutte le parti del mondo. Persone di buon umore – a parte qualche irlandese disilluso dal post boom - fiduciose nel futuro.
Una città che offre tanto anche sotto l’aspetto culturale e paesaggistico, un peccato che i turismi si limitino alla trilogia Guinness-Leprechaun-Temple Bar.
Ho cercato negli ultimi giorni di fare tutto quello che mi è sempre piaciuto fare in questi ultimi due anni. Ma mi mancheranno di certo:
E forse molto altro.
Come tutte le amiche e gli amici che ho incontrato in questi due anni, le mamme di Ballsbridge e soprattutto le girls night out con il gruppetto di mamme italiane.
Ps. lo spunto per questo post mi è stato dato da Sarah, anche lei expat italiana a Dublino ancora per poco.